La birra artigianale

Roma è capitale anche della birra artigianale

Negli ultimi anni l'Italia ha conosciuto l'esplosione di un fenomeno già caro al nord Europa: i microbirrifici e la birra artigianale. Se è vero, ad esempio, che in ogni piccolo paese della Germania da sempre è possibile degustare molteplici tipi di birre, e che ogni piccolo birrificio ha il suo locale in cui vende direttamente la propria produzione, in Italia questo fenomeno ha seguito l'onda della cultura della birra.

In Italia ha faticato non poco, e continua a faticare ancora, a farsi strada la cultura della birra per un semplice motivo: l'abitudine italiana di bere vino. Per gli "amanti del bere", per i veri degustatori, non esiste dicotomia tra le due bevande, in quanto ogni differente bevuta si sposa con un differente momento (e volendo piatto). Piuttosto il vino ha messo in difficoltà inizialmente la birra perchè con il suo alto valore etilico ha posto le basi perchè il consumatore medio cercasse in ogni bevuta qualcosa di "forte" escludendo direttamente, quindi, tra le possibili degustazioni, i capisaldi del mondo della birra, come le Ale o le Pils. Fortunatamente dagli anni settanta ad oggi, grazie alla vera passione di una moltitudine di persone, la birra è entrata di diritto nel mondo culturale italiano e con questo passo sono cominciati a fiorire anche i microbirrifici e la birra artigianale.

Fino a pochi anni fa, diciamo fino a uno, massimo due, decenni fa, i microbirrifici erano pochissimi e lasciavano la rappresentanza italiana nel mondo del luppolo ai grandi produttori come Heineken (che aveva la proprietà della storica fabbrica di Pedavena, ad oggi produttrice di una birra propria), Peroni, Poretti, Moretti, Forst ed altri ancora. Quella della birra artigianale era la passione di pochi, che erano partiti da un semplice kit per arrivare a partecipare con le proprie bottiglie ai più rinomati gran premi della birra.

La passione per la birra e per tutto il variegatissimo mondo che una parola racchiude, ha fatto esplodere negli ultimi anni i microbirrifici in Italia, dando vita ad una produzione di birra artigianale su vasta scala. O, per dirla meglio, i microbirrifici ad oggi sono molto radicati nei territori, tanto che ogni città ha molte birre del proprio campanile. Ma prima di entrare nel dettaglio geografico: cos'è una birra artigianale? Semplice: una birra creata da uno stabilimento di dimensioni molto ridotte, un microbirrificio, appunto. Alcuni dei primi e più famosi microbirrifici in Italia sono la Centrale della Birra di Cremona, il Birrificio Italiano, il Birrificio Lambrate di Milano, Le Baladin a Piozzo, Beba di Villar Perosa, veri pionieri, e tutti del nord Italia. Generalmente la birra artigianale non è pastorizzata, qualità che la rende meno durevole nel tempo, ma molto più ricca di aromi. Infatti la birra artigianale rispecchia l'idea del mastro birraio, non è fatta per incontrare il gusto di massa, ma per coltivare una nicchia di degustatori, di appassionati, e proprio per questo si presenta spesso molto marcata (che non significa che non debba risultare anche gradevole).

Nella capitale si sono sviluppate alcune delle realtà più interessanti a livello brassicolo italiano, come il birrificio Starbess, che portava forte il segno del suo primo mastro birraio, ad oggi in Danimarca alle prese col più grande microbirrificio danese: Myke Murphy. Lo storico birrificio, un "quasi brewpub" visto che aveva i locali di produzione a qualche decina di metri dal pub stesso, è stato il primo a produrre in Italia birre di ispirazione americana, non per nulla uno dei cavalli di battaglia della Rome brewing e co. si chiamava proprio Pioneer Pale Ale. Il locale storico oggi è stato sostituito dall'ibrido (moda del momento) bistrot Beere.

La Birreria del Borgo non viene certo per seconda, e rappresenta il primo caso italiano di prodotto brassicolo di un microbirrificio capace di sfondare anche all'estero. Il mastro birraio in causa è Leonardo Di Vincenzo, che nel secolo passato comincia come molti altri brassando qualche decina di litri per proprio uso e consumo. Poi la passione sempre più forte lo porta a pensare in grande e ad oggi, ed arrivare a produrre alcune tra le migliori e più interessanti birre italiane, distribuendole in tutta Italia e soprattutto in cinque locali di proprietà, quattro a Roma: Open Baladin (in collaborazione con Teo Musso, e la sua famosissima Baladin), No Au, Bir e Fud, taberna e Bir e Flut. A questo link troverete tutte le informazioni sulla birreria del borgo e a questo gli indirizzi dei locali. Sempre in compagnia di Teo Musso e della sua Baladin, la birreria del borgo è diventata una delle protagoniste di Eatitaly negli States, creando vero furore tra gli appassionati.

Altra realtà storica in quel di Roma è il Birrificio Turbacci, attivo ben dal 1995 e apprezzatissimo da Gambero Rosso ed altre guide. Si trova a Mentana, in via della Mezzaluna n°50, e a questo link troverete il sito web (con presentazione dell'assortimento brassicolo artigianale). L'assortimento che la famiglia Turbacci riesce a produrre e a far degustare è amplio, tanto che contiene anche una birra di natale ed una alla castagna. La non pastorizzazione trattiene il sapore corposo ed intenso in questi prodotti, la passione per la birra è evidente. Sono da sempre segnalati gli accostamenti proposti, spesso con altri sapori forti come le pappardelle al cinghiale.